Notizie aprile 2019

Cari Soci e cari amici di Italia Nostra-Torino,

vorremmo potervi dare notizie di progressi per la tutela dei nostri beni storici e per la qualità ambientale della nostra area di osservazione, ma certo per il momento non esattamente sono le buone notizie a prevalere.

Per contro, forse stiamo aggiustando un po’ il tiro su come attirare l’attenzione dei decisori pubblici su certi problemi. E forse, proprio l’enormità di certe decisioni ormai consumate può darci modo, con la sua evidenza materiale, di ottenere risposte più congrue.

In questa newsletter necessariamente breve perché dobbiamo inviarla anche per posta cartacea vorremmo essenzialmente attirare l’attenzione sull’inqualificabile soluzione che è stata data al problema della storica cascina Fossata, per molti anni abbandonata al degrado e poi affidata a privati con la concessione di una immane edificazione contigua, che ne ha annullato le preesistenti possibilità di risorsa ambientale per un quartiere svantaggiato.

Invitiamo a recarsi sul posto per un’esperienza triste ma istruttiva, e intanto proponiamo un paio di immagini del prima e dopo la cura…..

Come si vede, questa cascina con “casino” (piccola villa) di origine almeno seicentesca, fortificata come difesa avanzata durante l’assedio del 1706 e testimone della battaglia di Torino, era piuttosto male in arnese, ma l’importanza storica, la latenza di qualità architettonica che un buon restauro avrebbe evidenziato, e quel po’ di verde che la circondava, ne avrebbero potuto fare un’isola di qualità ambientale e di soddisfazione identitaria, tanto più per un quartiere privo di entità analoghe.

Se il Comune, che ne era divenuto proprietario, avesse goduto delle risorse a suo tempo profuse sulla cascina Giaione di via Guido Reni e sulla cascina Roccafranca di via Gaidano, l’ideale sarebbe stato restaurarla, valorizzare il verde, e inserirvi attività di quartiere compatibili con la sua volumetria. Invece le ristrettezze finanziarie hanno prodotto un intervento combinato col “privato sociale”, in questo caso non speculativo ma certo non adeguatamente sensibile a esigenze culturali e di promozione di qualità ambientale percepita che qui dovevano essere primarie. Cercheremo di informarci su come si sia mosso il Comune, e se come siano intervenute le autorità di tutela.

Vi invitiamo a cercare sul web alla voce “Cascina Fossata”. Vi troverete una abbondante documentazione pubblicitaria sull’intervento, articoli che trovano modo di elogiare l’intervento e per fortuna anche schede storiche.

Sul sito di Italia Nostra-Torino, torino.to.it, fra qualche giorno potrete trovare la nostra documentazione, una serie di foto di circumnavigazione del singolare complesso.

Un’altra cascina storica, di proprietà del Comune, è la cascina Airali, nel parco della Colletta, dietro al cimitero monumentale. E’ ormai quasi irriconoscibile, avvolta dalla vegetazione, e proprio per questo, è un rudere estremamente pittoresco. Ma non è così che la si sarebbe dovuta lasciare.

E’ l’esempio della sindrome che affligge tante situazioni analoghe in giro per l’Italia, proprietà pubbliche di valore storico ed estetico-ambientale che vengono lasciate andare in rovina non solo per mancanza di mezzi finanziari, ma per anchilosi dell’immaginazione e anche in molti casi per vera e propria pigrizia. Cioè, se e quando si prende in esame una certa situazione, non si riesce a vedere alternative oltre la triste ma economica opzione zero ed interventi di privatizzazione-manomissione, e per la maggior parte dei casi non si delinea neanche questa malinconica opzione. Ora, premesso che in molti casi è veramente scomoda la posizione degli amministratori pubblici, e che la rassegnazione è una tentazione molto umana, a noi sembra che qualcosa di diverso si potrebbe tentare.

Prima di tutto rendere veramente nota a tutti l’esistenza di questi importanti beni pubblici in abbandono e del problema di come farne l’uso migliore o il meno peggiore in scarsezza di risorse finanziarie. In realtà già questa operazione di trasparenza risulta ostica a qualsiasi amministrazione e corpo di funzionari, perché darà materia per le opposizioni, e per un insieme di ragioni sottoporrà i funzionari a fatiche supplementari e rischio di critiche; il ché non toglie che sarebbe sacrosantamente doveroso.

La conoscenza pubblica diffusa attirerebbe sì anche suggerimenti dilettanteschi e critiche assurde, ma ci sarebbero attenzione e suggerimenti da fonti in grado di darne, e potrebbero anche scaturirne offerte di collaborazione tecnica e lavoro fisico volontario.

Anche per questo immaginiamo comprensibile fatica supplementare per i corpi tecnici del Comune: allestire progetti a costo minimo peraltro concordati con gli organismi di tutela, definire misure di sicurezza e copertura assicurativa per i volontari, in un quadro normativo per il momento tutt’altro che chiaro, non sarebbe cosa da poco. Ma sarebbe fattibile, a poco a poco, e comunque cominciare a riflettere sul tema sarebbe a costo zero.

Riguardo ad altri temi di nostro interesse, abbiamo inoltrato le nostre osservazioni al progetto di revisione del Regolamento Edilizio del Comune di Torino, con proposte per rendere effettivo il controllo sulla qualità visiva-ambientale degli inserimenti di nuova edilizia in contesti di edificato storico, compito esplicitamente definito per la Commissione Edilizia ma sinora minimamente adempito. Trascurato per ragioni malinconicamente comprensibili, riluttanza, tra membri per lo più professionisti dell’edilizia, nel creare complicazioni a colleghi, e minore fatica valutando i progetti sommariamente.

Nel parco Michelotti proseguono i lavori per la liberazione ed apertura al pubblico di un’altra porzione, quella a nord. E’ stata finalmente approvata la Delibera che sancisce la demolizione dei vari padiglioni dell’ex zoo, tranne il ”rettilario”, per consentire la riqualificazione quale parco, e speriamo di vedere nel giro di qualche mese i primi risultati di questa riconquista graduale.

Vi raccomandiamo di partecipare all’incontro che nell’ambito della Settimana Nazionale dei Beni Culturali Italia Nostra-Torino ha organizzato, una “passeggiata critica” intorno al suddeprecato cantiere della cascina Fossata, mercoledì 8 maggio, appuntamento alle 16.00 in via Fossata angolo via Coppino (vicino Staz.Rebaudengo).

Speriamo di vederci in questa occasione, in cui avremo modo di parlare anche di molto altro, e comunque vi raccomandiamo di inviarci le vostre segnalazioni e osservazioni, cui nei limiti delle nostre risorse cercheremo di dare attenzione adeguata.

Un caldo saluto dal Direttivo di Italia Nostra-Torino

Roberto Gnavi, Presidente